Dogi: belli e (quasi) impossibili. Dopo lo storico accordo con la Federugby, spunta subito l’ostacolo della compagine societaria

anthony   2014-03-06   Comments Off on Dogi: belli e (quasi) impossibili. Dopo lo storico accordo con la Federugby, spunta subito l’ostacolo della compagine societaria

I cinque presidenti veneti si erano presentati armati di una buona dose di cautela e disincanto all’incontro di Calvisano con Alfredo Gavazzi. E‘ stato invece il numero uno della Federugby a sorprendere tutti i presenti al summit (c’erano anche Francesco Ascione e la rodiginaSusanna Vecchi, rispettivamente coordinatore tecnico e consigliere della Fir).

Da parte di Gavazzi è arrivata infatti una massima disponibilità a dibattere i punti fissati dai club veneti e soprattutto, colpo di scena, la garanzia di un contributo federale di 4 milioni a stagione per l’intero prossimo quadriennio. Giocando d’anticipo, evidentemente, sulla decisione ufficializzata oggi dell’ingresso dell’Italia quale socio paritario nel Pro12, con l’atteso sconto nella tassa di partecipazione e di conseguenza maggiori risorse a disposizione da dirottare sulla seconda realtà azzurra.

I presidenti veneti hanno trovato risposta anche sull’autonomia gestionale e tecnica, ritenuta elemento indispensabile: Gavazzi chiede solamente di condividere con la Fir le scelte di allenatori e atleti, al fine di mettere la Nazionale nelle migliori condizioni possibili per competere. L’esito dell’incontro va al di là di ogni più rosea aspettativa della vigilia e via libera dunque al progetto dei Dogi.

Dopo l’entusiasmo della prima ora, tuttavia, la giornata di oggi è stata maggiormente improntata al realismo. Ed emerge subito il problema delle risorse economiche, sul quale il progetto potrebbe finire per arenarsi anticipatamente. Perchè si tratta ora di definire la compagine societaria e, soprattutto, di mettere insieme il budget necessario alla partecipazione al Pro12 per un intero quadriennio.

Dogi-All Kiwis

Uno storico Dogi-All Kiwis a Rovigo. Casellato apre sotto gli occhi di Buck Shelford

Al di là del sostegno federale, da dove arriveranno le risorse per giungere almeno a quei 6 milioni di euro (il budget delle Zebre) che sono il minimo indispensabile per prendere parte ai tornei europei? D’accordo, ci sono i biglietti, ci potrebbero essere in futuro sponsor e contributi pubblici. Ma oggi l’unica realtà in grado di investire è Treviso, grazie al mecenatismo diLuciano Benetton, e solo in misura molto minore Rovigo eMogliano mentre Padova e San Donà navigano a vista sugli standard di budget ben più calmierati dell’Eccellenza.

E l’ipotesi di una partecipazione societaria con quote in percentuali diversificate è stoppata sul nascere da Amerino Zatta. Benetton è disponibile ad entrare in una nuova compagine solo se alla pari con gli altri soci. «Siamo tutti innamorati dei Dogi e faremo il possibile per realizzare questo sogno, ma il prossimo passaggio riguarda la questione economica e sarà già decisivo», spiega il presidente biancoverde, «oggi la franchigia regionale è divenuta la nostra priorità e siamo pronti a contribuire con una quota uguale a quella di tutti gli altri soci. Invece non avrebbe alcun senso entrare con diverse percentuali, quindi con Treviso capofila ed altre società in quota minoritaria. Non si tratta di trasformare il Benetton in Dogi, ma di costruire qualcosa di inedito. Sulla gestione condivisa vanno considerati tutti i problemi che ci attendono. I Dogi del passato funzionavano perchè erano un evento che si celebrava uno o due volte all’anno, oggi dovremmo coordinare gli interessi di tutti in un’esperienza quotidiana e complessa, per l’intera stagione».

Al posto del rientro della squadra biancoverde nell’Eccellenza nostrana tornerebbe allora in auge la possibilità di un impegno solitario di Treviso, al quale sia la Fir che i club veneti accreditano da sempre una sorta di “diritto di prelazione”. Anche perchè di fatto, a conclusione di un tortuoso cammino, Gavazzi è giunto ad accontentare il Benetton nelle richieste formulate da tempo. Il contributo di 4 milioni, la deregulation sugli stranieri (chiedendo solo attenzione a giovani equiparabili in prospettiva per la Nazionale), un meccanismo di prestiti dall’Eccellenza al Pro12 da settembre a maggio e non solo durante le finestre internazionali (ma nessun prestito in discesa, per non falsare il campionato).

In ogni caso chi giocherà il prossimo torneo “celtico”, siano i Dogi o il Benetton, parte con un enorme ritardo nella programmazione. «Capiamo i problemi di Gavazzi con il caos delle coppe europee, in ogni caso ci ritroviamo ora nella stessa situazione delle Zebre dopo la scomparsa degli Aironi», si rammarica Zatta, «dovremo mettere in preventivo due anni di avviamento».

Martedì prossimo a Silea nuovo incontro fra i cinque presidenti veneti per provare a compiere un ulteriore passo avanti nel progetto. «E’ una grande occasione e non lasceremo nulla di intentato», sottolinea Marzio Innocenti, che in queste settimane ha tessuto i rapporti fra i cinque presidenti, «il coinvolgimento deve essere anzi dell’intero movimento veneto».