Il rebus Pro12, il sogno dei Dogi. Benetton e club veneti di Eccellenza al tavolo di Innocenti con molte domande e nessuna certezza

anthony   2014-02-27   Comments Off on Il rebus Pro12, il sogno dei Dogi. Benetton e club veneti di Eccellenza al tavolo di Innocenti con molte domande e nessuna certezza

La vicenda della futura partecipazione italiana al Pro12 ha scatenato nelle ultime settimane un vivo interesse in Veneto, dove in molti si sono lasciati suggestionare dall’ipotesi di un ritorno dei Dogi quale franchigia regionale sugli scenari europei. Il nome della selezione, d’altra parte, è destinato a risvegliare i cuori degli appassionati in un territorio sempre ad alta “vocazione” rugbistica.

La riunione dei presidenti delle cinque maggiori società venete, in programma nella sede del Comitato Regionale a Silea, è stata così caricata di ampie aspettative e già definita, senz’altro frettolosamente, come decisiva. Ma in realtà fra i club che si siedono al tavolo di discussione aleggiano molte domande e nessuna certezza, se non la convinzione di fondo – sentendosi parte della regione leader del movimento – di non cedere ad altri l’opportunità di competere al più alto livello.

Non si tratta oggi di decidere su dettagli, come se utilizzare il nome di Dogi o il loro logo, che pure ilC.R.V. ha significativamente inserito sulle nuove maglie delle selezioni giovanili. Si tratta oggi di definire un tema delicatissimo come quello degli impegni economici richiesti alle società in una congiuntura così difficile. Ed ecco che appare immediatamente più lontana la fattibilità di una candidatura veneta collettiva e unitaria da offrire come controproposta alla Fir, anche al di là del fatto che l’alleanza politica fra le società appaia ancora salda.

maglia dogi

Il simbolo dei Dogi sulle maglie del Comitato Veneto

Uno scenario anzi inedito rispetto ad una orgogliosa tradizione di rivalità di campanile: storicamente è stata proprio la litigiosità fra i club ad impedire alla regione leader del movimento di ottenere una adeguata rappresentenza a livello di Federugby (mai un veneto è stato eletto alla presidenza).Treviso e le quattro società di Eccellenzaavevano sostenuto la candidatura diAmerino Zatta nell’ultima assemblea Fir, uscendo sconfitte. Ottennero poi un parziale riscatto con il successo a livello regionale che ha condotto Marzio Innocenti alla guida del Comitato Veneto. Lo stesso Innocenti si propone ora come “garante istituzionale” del tavolo che si apre a Silea e che, in prospettiva di più lungo termine, dovrebbe vedere il coinvolgimento in qualche forma anche delle società delle categorie minori.

Per ora la rinascita dei Dogi resta comunque solamente un’ipotesi. E prudentissimi rimangono i presidenti veneti. «In linea di principio è una bellissima idea, nella pratica non c’è alcuna base di partenza per un progetto», commenta Sandro Trevisan del San Donà. «Andiamo alla riunione con la curiosità di conoscere la posizione di Treviso, ma credo non esista la possibilità di trovare la quadra fra gli interessi della Fir e del Benetton e delle loro legittime esigenze di autonomia», dice il presidente del Mogliano, Roberto Facchini, fra i presenti il più vicino a Gavazzi per un rapporto di amicizia (entrambi sono bresciani), «è evidente, inoltre, che non si tratta solamente di trovare un accordo economico. Sarebbe bello potersi sedere tutti attorno ad un tavolo, la Fir, Treviso e gli altri club, e discutere apertamente della migliore soluzione, ma è pura utopia…».

«Attualmente ogni club fatica a reperire risorse, non facciamo voli pindarici», spiega Enrico Toffanodel Petrarca Padova, «siamo consapevoli che a finanziare un progetto possono essere solo la Federazione oppure Treviso, e naturalmente chi ci mette i soldi ha tutto il diritto di comandare. E’ la prima volta, però, che ci sono più opzioni sul tavolo ed è giusto confrontarsi. Mi aspetto un lungo dibattito perché sarebbe importante trovare l’intesa su qualcosa di concreto, il tempo per decidere è ristrettissimo se pensiamo che stiamo parlando di un progetto che dovrà partire già la prossima stagione».

gavazzi

Gavazzi: che futuro per il Pro12?

La Fir si sta muovendo da parte sua con cautela. Gavazzi ha proposto a Vittorio Munari la direzione tecnica della nascente franchigia a gestione federale, ottenendo dal padovano un cordiale rifiuto, mentre al contempo ha fatto pressioni su Rovigoperché il club rossoblù diventi il partner unico della nuova realtà, se il Benetton dovesse abbandonare la partita. E i rapporti fra Gavazzi e il C.R.V. restano glaciali: il presidente federale tiene fede alla sua promessa di ignorare completamente la figura di Innocenti. La candidatura veneti ai Mondiali Juniores 2015 non è stata neppure presa in considerazione e, pur senza nessun passaggio formale, la Fir lavora già in Lombardia ed Emilia. Alla guida dell’organizzazione Tullio Rosolen e Roberto Bortolato, cioè sì due veneti ma dello schieramento favorevole a Gavazzi nelle ultime elezioni, e prima ancora soprattutto uomini di fiducia di Giancarlo Dondi.

Già, Dondi. Nell’attuale risiko di potere qual è, infine, il suo ruolo? Sbaglierebbe chi pensasse che al ticket elettorale corrisponda un rapporto idilliaco fra i due massimi dirigenti della Fir. Dondi, quale delegato italiano all’IRB, ha in mano le chiavi per ottenere quel contributo su cui Gavazzi conta per chiudere con il management del Pro12 sulla questione finanziaria senza ulteriori scompensi nel bilancio. E cosa chiederà in cambio?