La carriera di Mauro e i caps dei Bergamasco, l’inossidabilità di Zanni. Con Walter Pigatto fra record azzurri, dinastie e curiosità

anthony   2014-01-29   Comments Off on La carriera di Mauro e i caps dei Bergamasco, l’inossidabilità di Zanni. Con Walter Pigatto fra record azzurri, dinastie e curiosità

Mi domandavo se la famiglia Bergamasco, tornata pienamente all’attività internazionale con il rientro in azzurro di Mirco, detenesse la più ricca collezione di “caps” al mondo. Un solo uomo in Italia poteva saperlo: Walter Pigatto, per sapienza nelle statistiche il corrispettivo nel nostro rugby del migliore Rino Tommasi.

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Foto di Elena Barbini, dal libro “Emozioni”

Uno che comincia la giornata con il caffè e l’annuario appena ricevuto per posta, magari dalla Federazione dello Zimbabwe o del Comitato Regionale delle Isole Orcadi… Per capirci, Walter è colui che ha realizzato il mostruoso lavoro che sta dietro alla consegna dei caps agli azzurri lo scorso febbraio, mettendo in ordine i nomi di 627 giocatori dal 1929 ad oggi. In pratica lo statistico ufficiale della palla ovale italiana, anche se la carica non è ancora stata istituita (ma esiste già in tutte le grandi Unions). Walter ha già smosso le acque fra i curatori degli archivi delle massime istituzioni del rugby, ma in attesa della conferma dei record della famiglia padovana ci passa una serie di numeri parecchio appetitosi.

Quanto ai Bergamasco, va ricordato che papàArturo, classe ’51, fu protagonista negli anni Settanta di una carriera importante, divisa fra Petrarca e Rovigo quando cambiare maglia fra i due club rivali era ancora un evento raro e dissacrante. Cominciò all’ala, il ruolo che è oggi di Mirco, per finire in terza linea come Mauro. Due scudetti a Padova nel 1977 e 1980 negli anni degli infuocati derby veneti che richiamavano all’Appiani anche 20mila spettatori, 4 le apparizioni in Nazionale. Mauro (‘79) e Mirco (’83) sabato a Cardiff festeggeranno invece la presenza rispettivamente numero 95 e numero 89, pur partendo l’uno titolare e l’altro dalla panchina se il XV provato in allenamento verrà confermato.

Nel rugby mondiale non mancano certo le dinastie, ma credo sia difficile che altri abbiano raccolto tante presenze internazionali quanto la famiglia padovana, anche perchè oggi si gioca molto di più che un tempo e in Italia la concorrenza per la maglia azzurra non è così spietata quanto altrove.

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Arturo Bergamasco in azione con la maglia del  Petrarca

Complessivamente Arturo, Mauro e Mirco hanno collezionato ben 188 “caps”, con la chance di arrotondare ulteriormente nel Sei Nazioni che comincia sabato. Si ferma a 115 la celebre famiglia dei gallesi Quinnell,  con papàDerek (28 presenze) ed i figli Scott (55) e Craig(32). Niente caps invece per il terzo dei fratelli,Gavin, che vedemmo anche con la maglia del Viadana. Incluse nel palmares di Derek e Scott ci sono anche le presenze con i Lions, che magari dovrebbero valere doppio…

In Italia l’altra grande famiglia di Nazionali, quella dei Francescato trevigiani, conta 125 caps complessivi: 7 Bruno, 38 a testa Ivan e Rino, 42 Nello. Le coppie di fratelli: 123 presenze per i Cuttitta (54 Marcello, 69 Massimo), 69 per i Gaetaniello (Fabrizio 30, Fabio 39), 60 per i Dallan (Manuel 18, Denis 42). Spostiamoci a Rovigo per le altre dinastie: 88 caps per i Checchinato padre e figlio (Giancarlo 5, Carletto 83), 60 per i Bettarello di Stefano (55), del padre Romano (2) e dello zio Ottorino (3). Sono ben 11 le coppie padre-figlio ad avere giocato in azzurro, e 18 i gruppi di fratelli.

Alla vigilia del Sei Nazioni, intanto, Walter sottolinea che Mauro Bergamasco si appresta a battere un importante record con la presenza di sabato prossimo al Millenium. Superando il primato di Sergio Lanfranchi che dura dal 1964, a Cardiff il padovano diventerà l’azzurro con la carriera più lunga di sempre: oltre 15 anni, visto che l’esordio porta la data del 18 novembre 1998 (Italia-Olanda ad Huddersfield). L’avventura azzurra del parmense Lanfranchi durò quasi esattamente 15 stagioni, dal 27 marzo 1949 al 29 marzo 1964 con 21 presenze (si è detto, allora gli impegni internazionali erano molto più rarefatti).

Destinato a migliorare il record di se stesso è invece Alessandro Zanni, che detiene il primato per il maggior numero di partite consecutive in azzurro: ben 55, dal 2009 al 2013. Inutile dire che l’udinese ha polverizzato il record precedente che apparteneva ad Alessandro Moscardi, fermatosi a quota 31.

Infine, i tempi potrebbero essere maturi per assistere all’impresa della cosiddetta “full house”, cioè il giocatore capace di mettere punti a tabellino in tutti i modi (meta-trasformazione-piazzato-drop). In maglia azzurra ci sono riusciti solamente Stefano Bettarello (29 punti al Canada nel 1983) e Diego Dominguez (due volte: all’Australia nel 1996 e al Sud Africa nel 2001). Ma un’apertura comeTommaso Allan, con un grande istinto di attaccante, ha le qualità per firmare una nuova full house in una partita della Nazionale.