Peter Fitzsimons, dal rugby (anche in maglia Sanson Rovigo) alla letteratura

anthony   2014-01-20   Comments Off on Peter Fitzsimons, dal rugby (anche in maglia Sanson Rovigo) alla letteratura

Prima della svolta che ne cancellò lo statuto dilettantistico il rugby era, ad ogni latitudine, una sorta di “palestra” per l’eccellenza in altri campi dell’attività umana. Conciliando la pratica sportiva con la propria formazione negli anni della gioventù, un buon numero di atleti si preparava a “sfondare” in futuro nelle professioni, nell’impresa e talora anche nella politica e nelle arti, dando vita ad un’élite che si riconosceva nelle avventure vissute sul campo e nelle intense dinamiche proposte dall’esperienza di appartenere ad una squadra.

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“Fitzy” detto anche “il Professore” in maglia Rovigo

C’è da temere che raccogliere soddisfazioni fuori dal mondo del rugby sarà sempre più difficile per i giocatori di oggi, dediti per anni ad una dimensione di raduni-allenamenti-partite pressoché esclusiva (anche se i casi di atleti laureati, come gli azzurri Leonardo Ghiraldini e Antonio Pavanello, dimostrano che la carriera lascia ancora lo spazio ad altro).

Gli esempi di giocatori affermatisi poi nel mondo del lavoro sono innumerevoli. Se vogliamo parlare di cultura e di letteratura, basti pensare all’importante sociologo francese Pierre Bourdieu oppure all’ex All Black Chris Laidlaw, importante figura intellettuale in Nuova Zelanda al pari di Greg McGee, che giocò anche a Casale sul Sile.

In Australia un nome noto è quello di Peter Fitzsimons, il quale fu anche protagonista del campionato italiano con la maglia della Sanson Rovigo nella stagione 1984/85. Classe ’61, seconda linea di due metri di altezza per 110 chili, giunse in Polesine dal Manly voluto dall’allora ds Milto Baratella e su indicazione dell’ex rossoblù Franco Balsamo che viveva a Sydney. Come capitò ad altri stranieri, cominciò la sua esperienza italiana con un’espulsione nel match contro il Fracasso San Donà. A differenza di molti stranieri, “Fitzy” imparò rapidamente l’italiano e a Rovigo venne soprannominato “il Professore”: era laureato in Lettere e si dimostrò immediatamente molto curioso per la storia e la cultura locali. «Mi impressiona che la fiera di Rovigo abbia 500 anni, se penso che il mio paese non esisteva ancora», dichiarò in un’intervista a Il Mondo del Rugby, in cui l’australiano sottolineava anche il valore di Stefano Bettarello («uno dei migliori nel ruolo di apertura, non solo in Italia»).

Le sue prestazioni a Rovigo furono positive, ma i rossoblù conclusero solo sesti in una stagione piuttosto anonima mentre lo scudetto andava al Petrarca di David Campese. Fitzsimons, spesso impiegato in terza oltre che in seconda linea, nonostante le evidenti doti fisiche non convinse il pubblico polesano, che aveva già “bocciato” lo springbok Schalk Burger senior nel 1981-82 (calendario alla mano, è probabile che il biondo terza linea oggi trentenne sia stato concepito in Italia…). Era ancora vivo il ricordo di Dirk Naudè, che era diventato un beniamino di Rovigo, e per ogni seconda linea in rossoblù scattava immediatamente il confronto con il gigante sudafricano.

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Peter Fitzsimons oggi con l’inconfondibile bandana rossa

Eppure dopo l’esperienza italiana Fitzsimons troverà gloria nel ben più quotato campionato francese, diventando uno dei punti di forza del pack del Brive (quattro stagioni). Jacques Fouroux gli chiese anche di giocare per la Francia, ma “Fitzy” rifiutò ed anzi proprio contro i coqs esordì con la maglia dell’Australia nel 1989. La sua carriera internazionale si chiuse alla vigilia del Mondiale 1991, quando non venne selezionato con i Wallabies che poi avrebbe vinto il torneo.

In quegli anni prese quota però la sua carriera di giornalista e scrittore. Non tanto di cose di rugby, o perlomeno non solo poiché nella sua bibliografia figurano anche le biografie di Nick Farr-Jones e John Eales. Columnist del quotidiano Sydney Morning Herald, Fitzsimons si è occupato principalmente di storia ed i suoi libri sono regolarmente dei best-seller in Australia, tanto da essere oggi lo scrittore di saggistica che ha venduto di più nel paese negli ultimi dieci anni. Fa parte del personaggio un vezzo nel look: si presenta in pubblico sempre con una bandana rossa.