Dogi e Leopards, destini incrociati di due selezioni un po’ speciali. Nel 1974 a Padova la sfida della “prima volta” dei veneti

anthony   2014-01-09   Comments Off on Dogi e Leopards, destini incrociati di due selezioni un po’ speciali. Nel 1974 a Padova la sfida della “prima volta” dei veneti

Sono trascorsi venti anni dall’ultima apparizione dei Dogi e quasi quaranta dalla loro nascita: il primo match di quella che si autodefinì “la Nazionale veneta” porta infatti la data del 18 maggio 1974, quando a Padova i Leopards sudafricani vennero sconfitti 14-9. Ora qualcosa si muove. Il marchio dei Dogi, che l’anno scorso ha cambiato proprietario (e per una cifra sorprendente), è tornato a circolare anche grazie all’immediatezza della rete e dei social network. Ma di fatto nel rugby veneto dei Dogi non si è mai smesso di parlare in questi quarant’anni.

cossara

I capitani Cossara e Ntshongwana con l’arbitro Zanesco

Un’epopea che ritorna nostalgicamente ad ogni cena di old e forse un po’ sopravvalutata. Se i Dogi rimasero a lungo imbattuti, è vero anche che soprattutto nelle partite degli esordi incontrarono avversari di levatura non irresistibile e con un approccio decisamente naïf. A ragazzotti inglesi in gita in Europa, molto probabilmente, più che battere sul campo una selezione italiana interessava superare i compagni nella gara di birre la sera precedente della partita…

Risultati di prestigio furono raccolti anche dalle Zebre, la prima significativa selezione in Italia, ma i bianconeri non avevano un territorio forte di riferimento (come oggi, ironia della sorte). D’altra parte si ispiravano alla tradizione cosmopolita dei Barbarians; ne fecero parte, infatti, anche numerosi giocatori stranieri, oltre che italiani di diversa provenienza. Fin da subito i Dogi si identificarono invece come una rappresentativa veneta, una sorta di franchigia regionale ante litteram, inserendosi nel solco di un dualismo che finirà per percorrere l’intera storia del rugby italiano fino alle vicende presenti. In un Veneto pur diviso da sentitissime rivalità di campanile, i successi della selezione riscattavano così la mancata rappresentatività a livello federale riuscendo – seppur virtualmente – dove avevano fallito i dissidenti del rugby a XIII a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta.

Tutto cominciò dunque il 18 maggio 1974, in notturna all’Appiani. La domenica precedente 19 milioni di italiani avevano votato “no” al referendum per dire in questo modo sì al divorzio (contro i 13 milioni che la pensavano diversamente). Fosse esistito google, probabilmente quell’anno le parole più cercate sarebbero state “Brigate Rosse” e “Gianni Rivera”. Nel rugby la Nazionale azzurra era in piena crisi essendo riuscita a perdere con Spagna, Portogallo e Marocco, mentre i Lions britannici andavano in tour in Sud Africa scatenando le proteste degli attivisti anti-apartheid.

1974: Willie John McBride of the British Lions in action during the Rugby Lions tour of South Africa, South Africa. Mandatory Credit: Allsport UK /Allsport

1974: Willie John McBride of the British Lions in action during the Rugby Lions tour of South Africa, South Africa. Mandatory Credit: Allsport UK /Allsport

Willie John McBride, capitano dei Lions, impegnato contro i Leopards

Ad offrire ai Dogi la possibilità di esordire fu la tournée di una rappresentativa sudafricana colored, i Leopards, che l’Italia aveva affrontato e battuto nettamente l’anno precedente nella township di New Brighton. L’invito del presidente della Fir Sergio Luzzi Conti a visitare l’Italia segna la storica prima volta del rugby nero sudafricano all’estero. Tour fitto di impegni: i Leopard giocano il 5 maggio a Roma contro una selezione laziale (sconfitta 4-6 con due piazzati di Rocco Caligiuri), il 7 a Palazzolo con il Brescia (sconfitta 10-13 con i sudafricani frastornati per il diluvio e il fango), il 9 con l’Italia under 23 a Parabiago (16-16), il 12 a Milano contro le Zebre (vittoria a sorpresa 12-0), il 15 a Brescia contro la Nazionale (sconfitta 25-10, mete di Bonetti, Abbiati, Marchetto e Rossi, 9 punti al piede di Lari).

All’appuntamento di Padova i Leopards vengono presentati come atleti istintivi e veloci – all’ala Toto Tsotsotobe si attribuisce un 10’8” nei 100 metri – ma piuttosto grezzi tecnicamente e leggerissimi in mischia. I Dogi, allenati da Marcello Fronda e capitanati dal triestino del Metalcrom Umberto Cossara, costruiscono il proprio successo proprio grazie al gioco degli avanti e ad una vivace mediana: secondo Luciano Ravagnani sul Gazzettino è Angelo “Banana” Visentin il man of the match. “I trequarti veneti sono riusciti a liberarsi soltanto in un paio di occasioni”, scrive Ravagnani, “per il resto sempre bloccati dalle grandi doti di recupero dei Bantù”. Per i Dogi marcano punti Lelio Lazzarini (due piazzati), Barion e Bergamasco, autori di una meta a testa. Ma ciò che più fa notizia è il pubblico accorso all’Appiani. Gli spettatori sono circa 7.000, di cui 4.560 paganti (ingresso libero per i ragazzi fino ai 15 anni e molti omaggi).

Ravagnani prevede un roseo futuro per la selezione.

Giustamente soddisfatti Alessandrini, Gazzola senior, Tauro, gli ideatori dei Dogi. All’avvio la loro iniziativa era stata considerata una “idea pazza”. (…) I Dogi sono una grossa realtà tecnica. Contro i Leopards si sono espressi probabilmente al 40-50 per cento di quello che è il loro potenziale. Possono raddoppiare il loro rendimento comprendendo la necessità di giocare per la squadra e non per la platea. (…) Questa “nazionale” dovrà diventare veramente la “nazionale” del triveneto.

Quanto ai Leopards, al ritorno a casa erano attesi da un match d’eccezione contro i Lions di Willie John McBride, che nel frattempo si erano già avvantaggiati 2-0 nella serie sugli Springboks ed erano stati ovunque osannati dai sudafricani neri. Persero nettamente ma segnarono con l’ala Charles Mgweba una meta che fece impazzire di gioia i loro tifosi. Non c’erano ancora riusciti gli Springboks, infatti, a violare l’area di Lions allora straordinari con stelle come Phil Bennett, Gareth Edwards, Fergus Slattery, JPR Williams. Il capitano dei Leopards Liston Ntshongwana è stato indicato come uno dei migliori cento giocatori sudafricani all-time.