Miracolo a Mogliano. Con Umberto Casellato in tre anni da matricola allo scudetto. «Grande gruppo, Nathan la nostra arma in più»

anthony   2013-05-29   Comments Off on Miracolo a Mogliano. Con Umberto Casellato in tre anni da matricola allo scudetto. «Grande gruppo, Nathan la nostra arma in più»

Non avrà il valore di una volta ma lo scudetto del rugby è un buon motivo per festeggiare nell’intera Mogliano, cittadina di provincia da sempre innamorata della palla ovale che da sabato si ritrova sul trono tricolore sopra a realtà più ricche e ambiziose. In soli tre anni il club biancoblù passa da matricola dell’Eccellenza a campione: un miracolo con la firma di molti ma soprattutto di Umberto Casellato, capace assieme a Franco “Kino” Properzi di dare alla squadra il più interessante e avanzato progetto di gioco del torneo.

scudetto mogliano

E’ festa per lo scudetto di Eccellenza a Mogliano Veneto

Cresciuto a pane e rugby in una famiglia simbolo del rugby trevigiano (papà Loris ha catechizzato generazioni in città), già buon mediano di mischia di Benetton e Nazionale prima di venire stritolato dalla contemporanea avanzata del talento di Ivan Francescato e Alessandro Troncon, oggi Casellato è virtualmente il “coach of the year” italiano. «Sono stremato e ora ho proprio bisogno di staccare da tutto, dedicandomi solo alla mia famiglia», racconta ancora frastornato il lunedì dopo il successo, «in quei minuti finali attendendo il risultato del TMO ho perso dieci anni di vita, poi il torneo di touch di domenica e i festeggiamenti di tutto il weekend sono stati una fatica maggiore dell’intero campionato. Però che soddisfazione».

Ora Casellato può anche levarsi qualche sassolino dalla scarpa. «C’era un po’ di scetticismo attorno a questa finale: il fatto che non fossero in campo squadre di tradizione ha fatto dire a qualcuno che sarebbe stata una partita da poco. Invece la cornice è stata bella, con tantissimi tifosi anche da Mogliano. E il match, grazie sia a noi che al Prato, è stata aperto ed emozionante nonostante le condizioni meteo proibitive. Alla fine qualcuno ha parlato di fortuna o dell’arbitraggio, ma non c’è dubbio che se una squadra meritava di vincere quella era il Mogliano. Abbiamo segnato due mete più una non concessa e creato complessivamente almeno cinque occasioni. E se non avessimo sbagliato tre calci il risultato non sarebbe rimasto in bilico fino all’ultimo secondo».

casellato properzi

Candiago, Casellato, Properzi e Meggetto (foto Alfio Guarise)

Il tecnico trevigiano lascia il Marchiol nel modo migliore, passando – come noto da tempo – nello staff della franchigia federale delle Zebre guidato dal cugino Andrea Cavinato. A raccoglierne la pesante eredità sarà l’altro ex-Benetton Francesco “Cocco” Mazzariol, già visto spesso sulle tribune dello stadio Quaggia. Grazie alla vicinanza con il capoluogo, di fatto Mogliano “ricicla” virtuosamente molto del patrimonio rugbistico di Treviso. Oltre ai tecnici, si pensi al miglior giocatore della stagione, Alberto Lucchese, ispiratore del gioco biancoblù e alter ego di Casellato in campo, ma anche agli stagionatiEnrico Pavanello e Ezio Galon con esperienza di Celtic League, ai vari Candiago, Orlando, Meggetto. Il salto di qualità definitivo in termini di organico, tuttavia, Mogliano l’ha compiuto a febbraio con l’ingaggio del neozelandese Troy Nathan dal Glasgow di Pro12. Quasi sprecato per l’Eccellenza italiana, il centro si è rivelato infatti sempre decisivo ed ha presto fatto breccia nel cuore della tifoseria.

«Il nostro gruppo si è consolidato in questi tre anni, assimilando un progetto di gioco che si è evoluto in questa stagione con l’arrivo all’apertura di Luciano Rodriguez: le due mete della finale su cross-kick sono frutto di uno schema preciso», spiega Casellato, «i giocatori giunti dal Benetton come Galon e Pavanello hanno portato un grande contributo quanto a mentalità vincente e approccio professionistico, risultando sempre un esempio in campo e fuori. Nei quattro mesi con noi Nathan è stato la vera arma in più, rivedendo il video della finale io e Properzi siamo rimasti incantati da alcuni suoi gesti tecnici di grande classe. Al momento di ingaggiarlo, avevo chiesto informazioni ad un amico irlandese che l’aveva visto all’opera nel Connacht. Lui mi aveva detto: “Se ha voglia di giocare, Nathan vi fa vincere lo scudetto”. Il suo contributo è stato in effetti decisivo, soprattutto nelle semifinali e in finale. Rivedendo il video della partita di Prato io e Properzi siamo rimasti incantati da alcuni suoi gesti tecnici di grande classe».

nathan

Il neozelandese Troy Nathan (foto Alfio Guarise)

Contro i toscani, ma anche nella semifinale contro Viadana, Mogliano ha vinto pur subendo complessivamente sul piano fisico rispetto agli avversari. Organizzazione, esperienza, tecnica individuale, in poche parole saper giocare a rugby: ecco la differenza ancora a favore del serbatoio di giocatori fornito dal Veneto. Regione non rappresentata nelle stanze del potere, ma sempre vincente sul campo. Rispetto all’era dei campanili e dei grandi dualismi, Mogliano anzi ha raccolto attorno a sé appassionati provenienti da tutto il Veneto. Il tifo per i biancoblù si è sentito a Treviso, a Casale, a Mestre, a Mirano. «Sì, un gruppo di Mirano ci segue da tutta la stagione, ma a Prato c’erano amici anche di Rovigo. Noi siamo una piccola realtà, per questo credo siamo simpatici. E con il nostro successo abbiamo dimostrato che un risultato prestigioso è alla portata di ogni altra piccola realtà, abbiamo creato un precedente che può essere da stimolo per tutti i club vicini. Quanto al nostro rugby, credo che abbiamo dimostrato la capacità di alternare bene le soluzioni offensive e di saper giocare con tutti i quindici uomini. In semifinale, ad esempio, Viadana ha provato a vincere solo con i primi 8-9 giocatori…»

Ed ora per Casellato l’esperienza tutta nuova del rugby di Pro12 ed Heineken Cup. «Torno con piacere a fare il vice-allenatore, dopo la sbornia dello scudetto è salutare compiere umilmente un passo indietro. C’era il rischio di montarsi troppo la testa».