Benetton, una vittoria per Vinicio. Ma i biancoverdi sono stanchi e non brillano, contro Edinburgh risolve (come sempre) la mischia

anthony   2013-04-20   Comments Off on Benetton, una vittoria per Vinicio. Ma i biancoverdi sono stanchi e non brillano, contro Edinburgh risolve (come sempre) la mischia

Per la prima volta venerdì sera il Benetton scendeva in campo a Monigo senza che a guardarli ci fosse Vinicio Artuso, da sempre custode dell’impianto, che qui ha perso la vita lo scorso 3 aprile per una tragica leggerezza sul lavoro. Toccanti momenti prima del match: i fiori deposti sul luogo dell’incidente, gli abbracci di allenatori e giocatori biancoverdi alla moglie Giuliana e ai figli Thomas e Andrea, un intenso minuto di silenzio e preghiera.

rizzo

Il saluto verso il cielo di Michele Rizzo dopo la meta

Uno striscione sugli spalti scrive “Ciao Vinicio”. Nell’applauso che accompagna la fine del minuto di silenzio si percepisce un’emozione autentica. E quando Michele Rizzo segnerà una meta nella ripresa, alzerà gli occhi mandando un bacio verso il cielo. Rugby è anche questo: un terreno comune che dà ad un gruppo di persone (dalla squadra al pubblico) la dimensione umana di una famiglia, di una comunità.

Forse un po’ stordito, ma soprattutto frenetico e lezioso in attacco, il Benetton subisce gli scozzesi dell’Edinburgh (piuttosto modesti) in tutto il primo quarto di partita. Una salita difensiva a maglie larghe permette al velocissimo Tim Visser di infilarsi fra Zanni e Loamanu e di fornire l’assist per la meta di Scott. Con alle spalle una stagione lunghissima, la squadra trevigiana dà l’impressione di essere stanca, magari volitiva ma poco precisa.

Alberto Di Bernardo sbaglia piazzati facilissimi e conferma di essere incostante nel rendimento: nella stessa gara contro gli scozzesi il Benetton godrà anche della sua potenza nel calcio per guadagnare terreno nelle penaltouche. Un cartellino giallo a Brown agevola il compito dei trevigiani, che prima di cambiare campo raddrizzano il punteggio grazie ad una meta di forza di Manoa Vosawai, che asfaltaGreig Laidlaw. Il fijiano aveva preso il posto di Paul Derbyshire, vittima di una botta al ginocchio destro che preoccupa (il toscano è stato operato l’anno scorso).

Primo tempo 13-10. Per i 3.500 di Monigo la ripresa si apre con la pioggia e, con la prontezza dei meccanici di Formula Uno nel cambio gomme, Franco Smith sostituisce immediatamente Brendan Williams– che stava facendo bene – con McLean. Tommy Benvenuti, rientrante a tre mesi dall’ultima presenza, non lascia nessun segno sul match, mentre è l’intero reparto dei trequarti a non riuscire mai a rendersi davvero pericoloso. La partita viene vinta ancora una volta dai primi 8 o 9 uomini, dalla voglia di Simone Favaro (per noi man of the match) e di capitan Ghiraldini, dai placcaggi di Vosawai, dalla maturità di Valerio Bernabò, dalla presenza di “Mozzarella” Semenzato che per Treviso è sceso anche in serie C e che in questi anni – prima da secondo e poi da terzo mediano di mischia – in fondo si è sempre fatto trovare pronto nel momento del bisogno.

Edinburgh cede 30-10. Il Benetton finisce in 13 per i cartellini a Gori e Fernandez-Rouyet, nel mezzo di un arbitraggio francamente indecifrabile da parte dell’irlandese Mark Patton. Dopo quasi tre stagioni di Pro12, si può dire a ragion veduta che il livello dei fischietti di Pro12 non è proprio eccellente e va sottolineato che i nostri Marius Mitrea, Giuseppe Vivarini, Matteo Liperini hanno qualità e stanno crescendo costantemente. I tanto bistrattati arbitri italiani meriterebbero maggiore attenzione, tanto più se si considera lo standard medio del torneo.