Whina Cooper, i diritti maori, la Land March. Storia straordinaria della prima donna alla guida di un club di rugby in Nuova Zelanda.

anthony   2013-03-08   Comments Off on Whina Cooper, i diritti maori, la Land March. Storia straordinaria della prima donna alla guida di un club di rugby in Nuova Zelanda.

In uno sport che rispecchiava i valori fortemente “maschili” della società dell’ex colonia britannica, Whina Cooper è stata la prima donna a presiedere un club di rugby in Nuova Zelanda. Era il 1947. La Cooper, che aveva praticato hockey a scuola ma che già per diletto insegnava rugby e basket, fu eletta alla guida della piccola società della sua cittadina, il North Hokianga, nella estremità più settentrionale del paese.

Whina Cooper

Whina Cooper

Un piccolo episodio a suo modo storico, che infrangeva la barriera dell’esclusività maschile del mondo della palla ovale. Ma l’intera vita di Whina Cooper è stata dedicata alla lotta per i diritti civili dei maori, e nella fattispecie delle donne maori che in Nuova Zelanda si ritrovavano vittime di una doppia emarginazione di razza e di genere. Nata nel 1895, figlia di un importante leader della chiesa cattolica, subì l’isolamento da parte della sua comunità avendo rifiutato un matrimonio concordato a favore di un uomo appartenente ad un diverso iwi, Richard Gilbert. Già negli anni Trenta, comunque, aveva assunto il ruolo di leader dei maori dell’area di Hokianga. Sfidando la morale tradizionale, avviò prima del divorzio da Gilbert una relazione con l’attivista William Turakiuta Cooper, sposato nel 1941.

Negli anni Cinquanta la famiglia si trasferì ad Auckland nell’ambito del vasto processo di urbanizzazione dei maori. Da rappresentante di una comunità locale Whina Cooper divenne così una delle leader del movimento nazionale per i diritti dei maori, in particolare attraverso la Maori Women’s Welfare League da lei fondata e guidata a lungo. Le sue battaglie contribuirono a portare in evidenza i problemi dei nativi ad Auckland, dalle pessime condizioni abitative alle difficoltà di accesso all’istruzione. Grazie alla Cooper vennero inoltre costruiti ad Auckland il primo marae e il primo centro cattolico maori.

La “Maori Land March” del 1975

La “Maori Land March” del 1975

Alla fine degli anni Sessanta la sua esperienza pubblica sembrava conclusa. Ma di fronte al rischio di nuove alienazioni di terra, una serie di gruppi per i diritti maori formarono una coalizione e chiesero a Whina Cooper di assumerne la leadership. Il movimento porterà ad uno degli episodi-chiave delle relazione fra coloni e indigeni in Nuova Zelanda: la Marcia per la Terra del 1975. Partito dall’estremo nord il 14 settembre, il corteo simbolico attraversò tutta l’isola del nord guidato dall’ormai ottantenne Cooper. Di fronte al Parlamento di Wellington giunsero il 15 ottobre 5.000 attivisti, che consegnarono un memoriale di richieste a tutela dei diritti sulla terra sottoscritto da 60.000 firmatari. Anche grazie alla marcia venne istituito il “Waitangi Tribunal”, una commissione di inchiesta deputata a dirimere le controversie sul trattato che regola i rapporti fra maori e pakeha.

Rispetto a movimenti più radicali e che incitavano alla violenza, come i Nga Tamatoa ispirati ai Black Panthers americani, Whina Cooper ha incarnato il metodo di lotta politica ispirato al dialogo e all’autorità fondata sull’esempio (un valore che per i maori è sintetizzato nella parola mana), pur senza mai rinunciare alla fermezza.

Whina Cooper tornò ad Hokianga nel 1984. L’ispirato discorso in occasione dell’apertura dei Giochi del Commonwealth nel 1990 confermò il suo ruolo di “Mother of the Nation” per tutti i neozelandesi. Morì all’età di 98 anni. I suoi funerali, ai quali presero parte migliaia di cittadini, furono trasmessi in diretta dalla tv neozelandese e seguiti da un milione di spettatori.