Da Tommaso Fattori a “Obelix” Martellucci, la pilonologia di Francesco Volpe. Passando da Castro e Lo Cicero (ma con un solo veneto)

anthony   2013-02-08   Comments Off on Da Tommaso Fattori a “Obelix” Martellucci, la pilonologia di Francesco Volpe. Passando da Castro e Lo Cicero (ma con un solo veneto)

A differenza di qualche anno fa, l’appassionato di rugby con la voglia di leggersi un libro può godere oggi di vasta scelta. Chiamamola bibliodiversità della letteratura italiana ovale. E consideriamola come uno degli aspetti del boom di interesse che il nostro sport sta vivendo. Si va da nomi già “classici”, come Marco Pastonesi e il suo amore nel rugby per l’aspetto più comico, anzi quasi grottesco e pantagruelico, la sua penna libera e brillante, i suoi giochi di parole, ad un versante che molti amano del nostro sport, quello epico e… cavalleresco, con spunti di storia militare, di Giorgio Cimbrico e de “Gli implaccabili” (lascia intendere di appartenere a questo filone anche “Gli eroi siamo noi” di Giacomo Mazzocchi).

Francesco Volpe, “Props – piloni”, Absolutely Free Editore, 13 euro

Francesco Volpe, “Props – piloni”, Absolutely Free Editore, 13 euro

Colui che sta scrivendo confessa di leggere poco di rugby in lingua italiana, perché troppo assorto con libri stranieri. Fra i molti titoli usciti di recente mi pare interessante la scelta di Francesco Costantino di occuparsi di attività grassroots (“Il popolo ovale”), mentre ho apprezzato e già segnalato la biografia di Marco Bollesan. Pieno di sostanza, come il tema al quale è dedicato, ho trovato anche “Props – piloni”del romano Francesco Volpe (così come è scritto il titolo mi ricorda il geniale film “Clerks – commessi”).

Volpe, attento giornalista del Corriere dello Sport, è anche l’autore di una ottima storia della Nazionale azzurra ed è colui che ha inventato e cura dal 1994 uno strumento prezioso come l’annuario, miniera aggiornatissima di nomi, cifre ed eventi. Ha deciso di raccontare la fatica, il coraggio, la mistica del ruolo più affascinante del rugby, ma alla suggestione ha unito la precisione del dato e il realismo del cronista.

Insomma, chi ne vuole sapere di più sui piloni italiani scoprirà in “Props” dei ritratti completi: background familiare, padri, fratelli e cugini, nomi di scuole e di allenatori e di club degli esordi, date e punteggi dei match decisivi, assieme naturalmente a storie e aneddoti raccolti dietro le quinte. (Ho scovato una sola inesattezza, e lo dico solo per gioco: Jackie Lorenzetti, presidente del Racing, non ha origini italiane ma svizzere).

Ambrogio Bona, uno dei piloni raccontati da Volpe

Ambrogio Bona, uno dei piloni raccontati da Volpe

Tredici protagonisti di diverse generazioni, da pionieri come Tommaso Fattori alle star di oggi Lo Cicero e Castrogiovanni, fino a Enrico “Obelix” Martellucci, gommista di Rieti, archetipo di tutti i piloni del mondo che nei campi di provincia sono quelli che, più di ogni altro, hanno il muso vicino a terra e sanno di cosa fatti i fondi dei campi.

Il dramma era Messina. Gli altri campi erano in pozzolana, quello era disseminato di sassi. Perugia invece aveva una bella erba soffice e ci giocavamo sempre volentieri. A Colleferro il terreno era in discesa e gli spogliatoi ricavati da vecchie stalle. A Napoli ricordo l’impianto di Agnano, accanto all’ippodromo: terra dura come asfalto e docce inenarrabili. A Reggio Calabria i primi tempi si giocava al “Granillo”, lo stadio del calcio. In squadra avevano alcuni picchiatori, degli avanzi di galera, ed erano botte, botte vere. Ma la rivale storica era Paganica. Ottanta minuti di cornate e poi terzi tempi fantastici. Come quella volta che stesero una pecora a cuocere su una vecchia rete da materasso.

Il meglio di sé “Props” lo dà con i piloni dell’era Coste, che infatti Volpe ha seguito da vicinissimo per il Corriere dello Sport: “Kino” Properzi, “Maus” Cuttitta, e su tutti “Ciccio” De Carli. Mentre a Lo Cicero e Castrogiovanni viene riservato un grande entusiasmo che il grande pubblico gradirà (personalmente li ritengo due giocatori un po’ sopravvalutati), una unica perplessità viene per la scelta dei protagonisti, in gran parte orientata verso l’asse Roma-L’Aquila e includendo un solo veneto, “Lollo” Levorato. Ma forse Volpe si è tenuto da parte qualche petrarchino e qualche sandonatese per “Props 2”…