Braccio di ferro Fir-Pro12 sul contributo di 3 milioni a stagione. Treviso sostiene Gavazzi: «Tassa iniqua, trattino l’Italia alla pari»

anthony   2013-01-27   Comments Off on Braccio di ferro Fir-Pro12 sul contributo di 3 milioni a stagione. Treviso sostiene Gavazzi: «Tassa iniqua, trattino l’Italia alla pari»

Alla vigilia del Sei Nazioni e della lunga pausa verso il prossimo impegno (trasferta a Newport l’8 febbraio), a dominare la prospettiva futura del Benetton è una questione fondamentale come la conferma della partecipazione italiana al Pro12 dal 2014-15, dopo la conclusione cioè dell’accordo quadriennale fra la Federugby e il management del torneo con sede a Dublino. La trattativa si riaprirà a marzo. Che il Benetton e la franchigia federale continuino a far parte della competizione “celtica” oggi non è affatto scontato.

La Fir paga al Pro12 tre milioni di euro a stagione, richiesti al momento dell’ammissione in teoria per coprire le accresciute spese di trasferta e per il mancato apporto italiano nei diritti televisivi. Un sorta di “tassa” di partecipazione che il neopresidente federale Alfredo Gavazzi non è assolutamente più disposto a sborsare, trovando in questo frangente sostegno morale anche in Amerino Zatta. «Si tratta di un contributo iniquo, che non ha alcun senso di esistere una volta completato il primo quadriennio nel torneo, ritenuto di prova», spiega il presidente del Benetton, «la ferma posizione di Gavazzi rispetto agli organizzatori è giusta, esaurito il processo ammissione i “celtici” dovrebbero trattare l’Italia alla pari di tutti i partner».

In vista c’è dunque un braccio di ferro con il board del Pro12, a meno che gli organizzatori del torneo non vogliano rinunciare al cospicuo contributo e trattare il partner italiano alla pari. L’alternativa? Semplicemente il ritorno allo scenario pre-2010, con Treviso nel campionato italiano. Zatta: «E’ uno degli scenari possibili, ma è una prospettiva che oggi non vogliamo neppure prendere in considerazione. E’ la dimensione internazionale, quella del Pro12 e dell’Heineken Cup, che interessa alla nostra società e che finora abbiamo onorato offrendo una credibilità per l’intero rugby italiano. Vogliamo continuare su questa strada, anche se sulla partecipazione alla Celtic ci sono molti problemi con la Fir da risolvere urgentemente, primo fra tutti il meccanismo dei permit-player per evitare che il Benetton si ritrovi senza neppure il numero minimo di giocatori quando gioca la Nazionale».

Le agognate nuove regole, promesse dalla Fir, sono attese ora per fine gennaio. Intanto, mentre il mercato internazionale è già entrato nel vivo, Treviso è fermo. «Ora come ora non sono in grado di imbastire alcuna strategia, non sapendo qual è il futuro in Pro12 e non avendo norme certe», taglia corto Vittorio Munari. Mentre è improbabile il rinnovo per Kris Burton (sul quale Treviso potrebbe in caso far valere un opzione) e per Brendan Williams (che l’anno prossimo avrà 35 anni), Munari non ha posto veti ai procuratori sulle trattative dei quattro principali giocatori in scadenza di contratto: Barbieri, Benvenuti, Gori e Minto. Forse una mossa strategica di Munari, per livellare verso il basso il costo di alcuni onerosi contratti, o forse semplicemente in Ghirada si stanno rassegnando all’ipotesi che qualche azzurro cambierà aria. All’estero non manca interesse per gli azzurri, ma sono modesti i cachet offerti ad atleti così a lungo assenti dal club per gli impegni con la Nazionale.

Risalgono intanto le quotazioni per Andrea Pratichetti, che stava valutando la possibilità di un passaggio alle Zebre ma che nelle ultime settimana ha ritrovato spazio nel Benetton. In ogni caso alcuni dei migliori come Zanni, Ghiraldini, Favaro e Cittadini, sono ancora legati a Treviso per un’altra stagione.